Cloud Computing –  alcuni dati

Cloud Computing – alcuni dati

Il Cloud Computing in Europa

Secondo gli ultimi dati Eurostatnel 2021 il 41% delle aziende europee ha utilizzato il Cloud Computing, principalmente per le e-mai e per lo storage dati.

Il 73% di queste imprese ha utilizzato anche servizi avanzati relativi alla sicurezza, all’hosting dei data base aziendali e al PaaS, ovvero all’uso delle piattaforme in Cloud per lo sviluppo di applicazioni proprietarie. La crescita nell’utilizzo del Cloud Computing è stata del 5% su base annua.

In Europa, le aziende che utilizzano maggiormente i servizi di Cloud Computing sono quelle del settore ICT e dei settori tecnici e scientifici, ma la crescita negli altri settori, in particolare nel retail, è stata quella più elevata e lascia supporre la volontà di queste aziende di voler colmare il divario tecnologico ancora presente.

L’utilizzo del Cloud Computing è più diffuso tra le grandi aziende (72%), che tra le medie (53%) e le piccole (38%), anche se il tasso di adozione di questa tecnologia ha avuto lo stesso incremento percentuale del +7% sia per le grandi aziende, che per quelle medie.

Esiste una differenza anche nell’utilizzo dei servizi Cloud tra grandi, medie e piccole aziende: se la percentuale nell’utilizzo del Cloud SaaS si attesta, a livello europeo, attorno al 94% indipendentemente dalla dimensione aziendale, per quanto riguarda IaaS, la media europea è del 74%, ma il dato relativo alle grandi aziende è del 81%; non sorprendentemente è ancora più ampia la forbice se si considera l’utilizzo del Cloud in modalità PaaS: 38% da parte delle aziende più grandi, 27% nelle medie aziende e 19% nelle piccole aziende.

Il Cloud Computing in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, l’indagine Eurostat rivela che il 60% delle aziende ha utilizzato servizi di Cloud Computing nel 2022, con una crescita di un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Di queste, il 98% utilizza servizi di e-mail, il 58% servizi di archiviazione dei dati, il 70% per applicazioni connesse alla sicurezza informatica. Solo il 39% utilizza il Cloud per l’hosting del data base aziendale, rispetto ad una media europea del 46% e la percentuale delle aziende italiane che utilizzano il Cloud in modalità PaaS si limita al 10%, di quelle che utilizzano i servizi di Cloud Computing, una percentuale che è la metà della media europea.

Per quanto riguarda il 2023, i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano ci dicono che il mercato è cresciuto del 19% raggiungendo il valore di 5,51 miliardi di euro. A trainare la crescita soprattutto l’utilizzo del Cloud Pubblico e Ibrido (+24%) che si attesta a 3.729 miliardi di euro. Al suo interno, la crescita maggiore è legata ai servizi infrastrutturali (IaaS) che sono cresciuti del 29% arrivando a quota 1,511 miliardi di euro, seguiti da PaaS (+27%) per un valore di 686 milioni di euro e quindi da SaaS, che, storicamente più diffuso e utilizzato, cresce meno in termini percentuali (+19%), ma di più in termini assoluti, arrivando a quota 1,532 miliardi di euro.

La stessa ricerca evidenzia però come ci sia ancora molta strada da fare verso lo sfruttamento del Cloud Computing in tutte le sue potenzialità. Il 74% delle aziende continua a gestire le risorse e i costi della nuvola secondo le logiche tradizionali dei sistemi on-premise, dimostrando di non guardare al Cloud come un potente strumento per accelerare l’innovazione e la digitalizzazione, ma come un mezzo per aumentare l’efficienza e ridurre i costi.

 

La creazione di una solida cultura digitale in Italia è ancora ai primi passi, ma è necessario che il processo subisca un’accelerazione, se vogliamo che le Aziende italiane sappiano cogliere appieno tutti i vantaggi che il Cloud Computing può offrire.

Cloud, una nuvola di servizi, dove non è sempre facile orientarsi

Cloud, una nuvola di servizi, dove non è sempre facile orientarsi

Cos’è il Cloud

Con Cloud Computing oggi si intende l’erogazione di servizi informatici attraverso la rete Internet, utilizzando un insieme di risorse, che il fornitore di servizi mette a disposizione del cliente in maniera modulabile a seconda delle specifiche esigenze. Il Cliente a sua volta può scegliere che tipo di servizio utilizzare tra quelli proposti dal fornitore.

Quali modelli di servizio fanno parte del Cloud

Oggi i servizi più comuni nel Cloud si raggruppano in:

  • SaaS (Software as a Service), che si ha nel momento in cui il cliente utilizza software e/o applicativi installati su un server remoto, che l’utente utilizza come fosse il suo computer “virtuale”:
  • HaaS (Hardware as a Service) che si ha quando l’utente utilizza una macchina virtuale per l’elaborazione dei suoi dati
  • DaaS (Data as a Service) che si ha nel momento in cui l’utente usa il servizio per “spostare” i dati nell’ambiente virtuale in modo da poter accedere ad essi in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo.

Le diverse combinazioni di questi servizi, permettono la fruizione di molte delle applicazioni che oggi tutti conosciamo, come ad esempio i Social Network.

A questi servizi, negli ultimi anni se ne sono aggiunti altri:

  • PaaS (Platform as a Service) in cui il fornitore mette a disposizione dell’utente una piattaforma completa comprensiva di sistemi operativi, su cui è possibile sviluppare propri applicativi
  • IaaS (Infrastructure as a Service) in cui viene fornita l’infrastruttura completa: server, sistemi di memoria, software, sistemi operativi…che il cliente può utilizzare come se fosse “virtualmente” la sua propria infrastruttura
  • BaaS (backup as a Service) in cui i dati del cliente vengono archiviati in cloud, fuori sede del cliente

 

Quanti tipi di Cloud esistono

Oltre a scegliere la tipologia di servizio più adatta alle proprie esigenze, il Cliente che opta per una soluzione in Cloud ha diverse possibilità relativamente alla gestione del servizio. Può infatti optare per un Cloud Privato, destinato solo a lui, un Cloud pubblico, condiviso o una soluzione di Cloud ibrido, composta da una combinazione di Cloud privato e pubblico.

Quali altri aspetti occorre tenere in considerazione?

Altri aspetti, non certo meno rilevanti, da tenere in considerazione sono i possibili rischi e le criticità nella migrazione dei dati dall’ambiente on-premise, che deve garantire congruenza nel rispetto dei tempi di migrazione. Un ulteriore tema è la sicurezza dei dati: non essendo più “custoditi” all’interno dell’organizzazione, è richiesto il ridisegno del perimetro di sicurezza considerando al tempo la necessaria fruibilità del dato esposto ai nuovi criteri di collaborazione.

Altro elemento critico è la continuità del servizio: se il Cloud offre l’indubbio vantaggio di non dover manutenere una propria infrastruttura, ha come svantaggio quello di richiedere una precisa progettazione dei servizi di backup e disaster recovery, spesso ritenuti erroneamente inclusi in un’offerta di Cloud, in particolare se Pubblico.

Infine, la mancanza di uno standard comune tra i diversi provider di servizi, può creare qualche difficoltà nella fase comparazione tra le soluzioni e di migrazione di dati e applicazioni.

Il supporto di Cabar

Da tutto quanto sopra emerge chiaramente come scegliere di migrare in Cloud sia un’attività complessa, che richiede un’analisi a priori degli obiettivi che l’azienda si pone e una conoscenza approfondita delle diverse opportunità offerte dal mercato.

Cabar ha le competenze per aiutare i Clienti in questa scelta, affiancandoli in ogni passo del percorso, aiutando a scegliere i servizi necessari, pianificando nel modo corretto la migrazione di dati, applicativi ed eventuali licenze.

Cabar offre ai suoi clienti un Cloud privato gestito direttamente da Cabar, ma aiuta i clienti a scegliere anche il migliore provider quando si tratta di cloud pubblico o ibrido, nel qual caso fornisce supporto nel definire quali applicazioni e dati conviene gestire in Cloud privato e quali invece possono andare il Cloud pubblico.